venerdì 20 marzo 2015

Piano di riforma dei Tg Rai, Opportuno valorizzare sforzo "RaiNews24" su reti generaliste

Rainews24 è l’all news della Rai, trasmette 24 ore su 24, nasce, se ricordiamo bene, nel 1998. La produce in redazione l’80 per cento di quello che trasmette ed e` visibile sul satellite e sul digitale terrestre. Inoltre il suo segnale, per 32 ore alla settimana durante la notte, anche su Rai3. Nel 2010 erano 102 giornalisti, compresa la direzione, e su 41 persone tra tecnici e impiegati. Nel 2014 erano 112 persone; contengono anche 7 persone di Evelina che producono servizi che vengono inviati a Bruxelles, ci sono dunque 105 persone che producono ventiquattro ore di televisione. Inoltre, a una redazione interamente dedicata a Internet. Ma ben piu`ridotto di quello del concorrente SkyTg24 che nel 2010 erano 150 giornalisti. Il Tg1, Nel 2014 ci sono 140 e ne produce quattro ore in un totale di 15 edizioni al giorno. Gli ascolti di Rainews24 nel 2008-2009: la media giornaliera (satellite e digitale terrestre) da dicembre 2008 a dicembre 2009 con un incremento del 300 per cento, grazie anche allo sviluppo del digitale terrestre. La rubrica «Il caffe`» (rassegna dei giornali italiani e esteri, notizie, interviste) su Rai3 fatto registrare uno share di oltre il 10 per cento, che e` superiore alla media di rete e non lontano dallo share del 13 per cento di «Buongiorno Regione», trasmissione che vede il concorso di ben 20 redazioni regionali della RAI. Gli ascolti nel 2014 di Rainews24, allo 0,4 per cento dire 61 mila spettatori medi. Per quanto riguarda la linea editoriale di un canale all news, i criteri ai quali uniformarsi sono quelli di dare sempre le notizie in tempo reale. Poiche ́ di notizie ne arrivano tantissime ed e` difficile verificare prima di trasmetterle, la linea e` quella di citare le fonti, non dare nulla per scontato, privilegiare l’atteggiamento di chi dubita e non giura sulla veridicita` delle notizie che via via si affastellano in redazione, ma e` pronto a verificarle e a correggersi, se necessario. Avendo deciso di privilegiare un racconto in diretta che eviti il classico pastone politico del Tg1, ma seguire la giornata politica nel suo svolgersi, si tratta di un racconto spesso fatto di singoli quadri, che poi arriva a una composizione a una sintesi, sola la sera. Un canale all news ha una linea editoriale, che è quello che vi ho appena descritto: è la linea editoriale del mettere al centro la notizie che vale la pena pubblicare "raccontare il mondo in un modo molto più ampio di quanto ormai si faccia d'abitudine su media italiani". Secondo me, Rainews24 oggi è l’immagine della sconfitta della Rai e del servizio pubblico che, pur avendo intuito, che un canale dedicato unicamente alle notizie avrebbe potuto svolgere una funzione fondamentale in materia di formazione e copertura e nell'ottica di un nuovo modo di fare servizio pubblico. Per l'ennesima volta la redazione e i tecnici si trovano a dover gestire una grave emergenza, alcune volte emergenze che rendendo impossibile trasmettere servizi, immagine di copertura, interviste. Il cdr di RaiNews24 denuncia infatti da sempre l'assenza di un progetto chiaro sul ruolo del del canale e lamenta gli scarsi e inadeguati i mezzi messi a disposizione dalla Rai. Il sistema attuale, ormai "obsoleto e inadeguato, si blocca quotidianamente" – ha spiegato il cdr nel gennaio scorso - è la regolare programmazione del canale è garantita solo dallo sforzo e dal sacrificio dei lavoratori di RaiNews24, nonostante gli organici giornalistici e tecnici insufficienti, l’assenza di salette di montaggio e di strumenti adeguati alla produzione di news 24 ore su 24. In fatti come si concilia la quantità attuale delle edizioni dei diversi telegiornali con il fatto di avere in casa una rete all news? Il modello secondo il quale il TG1 deve avere 15 edizioni rischia progressivamente di entrare in conflitto con una Rainews24? Si può fare diversificando le missioni e rilanciando le identità dei tg, costruendo una Rai multipiattaforma e cross mediale, rafforzando la presenza nei territori, in Italia e all'estero. Una strategia editoriale dovrebbe prevedere che le grandi reti Rai si concentrino fondamentalmente sulle edizioni principali del telegiornale, quelle per cui si può fare un grande lavoro giornalistico, e che la rete all news, con un format da mandare in onda tutti i giorni in diverse fasce orarie. Questo dovrebbe essere il biglietto da visita della nostra informazione a livello nazionale (Rai1, Rai2, Rai3, ...) è internazionale (RaiItalia). In questa considerazione, credo e tengo all’idea che un canale come questo possa costituire un mezzo per permettere a molti giovani di accedere alla professione di giornalisti, per fare formazione e individuare nuovi talenti, il che ovviamente avviene anche a Sky Tg24. Vorrei però sottolineare che la differenza rimane per quando riguarda i mezzi, quando succede qualcosa incontrate delle difficoltà nell’ottenere subito dal territorio reportage e video. Sedi regionali Rai, perchè ma spesso non ne possiamo usufruire: la mattina, ad esempio nell’area del programma «Buongiorno Regione», avere i collegamenti dalle sedi regionali e` molto difficile, perchè le nostre Regioni sono impegnate, come si, in un altro tipo di lavoro. In Italia esiste però una enorme e fittissima rete di televisioni locali che svolge un servizio importante per il territorio, siano possibili sinergie e forme di collaborazione anche per raccontare, al di fuori dei grandi eventi, fatti minori? E` vero infatti che e` garantita la copertura 24 ore su 24. Insomma, Rainews24 è una redazione in sofferenza di personale giornalistico e tecnico. Non ha produttori esecutivi e non ha alcune figure che in ogni all news del mondo esistono. Non ha un archivio strutturato perché esiste un unico server, perennemente in sofferenza di spazio. E se “cade” quel server, “cade” il canale. Cosa che a volte accade. E’ una sofferenza che esiste da tempo, nonostante il Cdr abbia sollecitato più volte l’intervento della dirigenza Rai per trovare soluzioni al problema. Soluzioni che tardivamente si stiano finalmente arrivando? E che davvero, se si debbano cercare responsabilità, quelle non possono essere certamente il numero di ascolti o le visite sul sito internet o i giornalisti o la Maggioni (direttore).  La macchina del fango sulle redazioni Rai un gioco facile, demagogico e semplicistico».


Maurizio Murante (Democratico) 
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venerdì 13 marzo 2015

Agcom: a Sky e Rai: "Ora mettetevi d'accordo" Sarà la volta buona?

Vorrei essere sicuro che tutti gli abbonati Sky abbiamo fatto il loro dovere pagando il canone Rai. Sky di mostrasse o dia accesso ai suo dati per verificare trai i suoi abbonati ci siano degli evasori, le famiglie abbonate a Sky sarebbero uno dei gruppi maggiori di evasione fiscale, secondo le stime Rai del 2013, sono circa 5 milioni gli che vedono la tv satellitare di Murdoch, e oltre 2 milioni quelli che non pagherebbero il canone. Il canone Rai ordinario è una vera e propria imposta cui obbligato il detentore di uno o più Tv o meglio di qualsiasi apparecchio audio visivo, nel propria residenza o in altra abitazione, a prescindere da fatto che concretamente lo utilizzi o guardi programmi delle reti Rai, in sostanza il semplice possesso. Questo (accesso ai dati di Sky per verificare) però una violazione della privacy, per questo chiedo al Governo o al Parlamento di fare un progetto di legge per contrastare le evasione del canone Rai. Oggi finalmente una soluzione tecnica per il momento, esiste è una conquista per Rai "Sky pagherà per i canali Rai, presenti sul piattaforma è del decoder di Sky". Lo scrive Repubblica spiegando che l'Agcom non vuole piu' sapere di oscuramenti dei programmi della Rai. A sua volta, pero', Sky dovra' pagare dei soldi alla tv di Stato per i canali pubblici che mostra ai priori clienti. Sara' la Rai a chiedere un compenso con una proposta di contratto "equa e ragionevole" che spedira' alla pay-tv entro massimo 30 giorni. La proposta di accordo, prosegue il giornale, dovra' anche essere "equa, proporzionata e non discriminatoria". Soprattutto, dice lo stesso Garante, la televisione di Stato non potra' farsi scudo dietro i diritti dei fornitori di programmi per giustificare li oscuramenti a danno di Sky. La Rai, a sua volta, porta a casa un risultato molto pesante. Il garante afferma che e' diritto e dovere della televisione pubblica -anche in base al contratto di servizio con lo Stato - chiedere un compenso economico per i suoi canali, sia per il rilievo dei programmi sia per il "valore reputazionale" del marchio Rai. La delibera dell'Agcom e' stata approvata a maggioranza.


giovedì 12 marzo 2015

EMITTENZA TV: Rai è Governance "La scelta obbligata per Tv Pubblica"

Tutti parlano del nuovo assetto del nuovo assetto del consiglio di amministrazione della Rai e si fa una grande confusione. Noi tutti siamo i padroni della Rai ma paghiamo una tassa, invece di incassare un dividendo. Perciò alcuni di noi sono un po' più soci degli altri perché ogni anno abbiamo versato una quota in più. Siamo nello stesso tempo soci di maggioranza. E soci di minoranza? Fino ad oggi non trovato nessuno che mi dica di essere soddisfatto di questa sua azienda e dei suoi amministratori, e di come lo abbiamo rappresentato eppure la Rai in europa è un numero uno! In genere c'è la convinzione che questo azienda sia inquinata dalla politica che ne ha fatto un grande risiko. Dove farsi la guerra!? Insomma, via partiti dalla Rai e via doppioni, architetture barocche e cavilli burocratici con il perene incubo della Coste dei Conti. Il decreto legge sulla Rai non si farà. Non lo vuole il Pd e non lo vuole il capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha fatto sapere al premier Matteo Renzi di non essere disposto a firmarlo. Oggi non solo mancano i requisiti d’urgenza, ma sarebbe uno schiaffo in faccia al parlamento. Nella sua interezza, nessuno escluso. Il progetto-La Rai deve diventare per una <<media company, obbiettivo deve essere gareggiare con i grandi network a livello mondiale>> le idee chiarissime sul futuro. Ricondurre la Rai nel solco del codice civile, una municipalizzata di provincia,  creare un capo azienda con ampi poteri e quello di dar vita alla figura di un amministratore delegato al posto del direttore generale con un cda più snello, un consiglio ridotto a cinque membri e meno invasivo, cambierebbero le fonti di nomina il parlamento in seduta comune (nel rispetto delle sentenze della Consulta) e inserire un rappresentante dei lavoratori, gli abbonati o utenti nel consiglio di amministrazione. E' ora come gli amministratori vengano scegli fra coloro che sono competenti esenti da conflitti di interesse e possano di mostrare di non aver mai fatto politica. Come in tutte le aziende ci saranno consiglieri di maggioranza ma anche di minoranza, che rappresentino gli "abbonati, e i dipendenti." Tutti gli altri discorsi ridurre il numero dei canali, no altri sport popolari, si agli sport popolari si agli minori, no alla pubblicità e così via.. sono paletti per ridurre l'attività della Rai fuori dal mercato e affossarla, facendole perdere la posizioni conquistate. Si invece, ad efficiente e produttiva, che le pre mette di reinvestire e crescere, sempre di più, che possa costituire un vanto per l'Italia e sviluppare lilteriormente la creatività artistica. Chi è d'accordo aggiunga del suo e faccia giungere gli ministri e poi gli altri deputati e senatori e chi altro può essere sensibile al bene del nostro paese.


Maurizio Murante (Democratico) 
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EMITTENZA TV: "La Riforma della Rai, il nuovo piano per RaiTre è il TGR"

Tutti i questi giorni parlano del nuovo assetto del consiglio di amministrazione della Rai, non solo parlano del piano di riassetto informativo (insomma basta con i 5 diversi microfoni Tg+Gr-Rai visti durante la vista del premier in Australia.) In questo post provo a lanciare una proposta di riforma non solo area informazione di RaiTre, ma anche porpore una modifica tutto il canale.
Prima di parlare del futuro del servizio pubblico, raccontiamo come è nata il tre canale come cambiato del corso dei anni, è cosa possiamo fare per crescere questo potenziale del servizio pubblico. 
 " Rai 3 è il terzo canale televisivo della Rai. Il canale è di tipo generalista, ed è caratterizzato da programmi di servizio e di approfondimento insieme a spazi dedicati alle autonomie locali." 
  • Gli inizi e la direzione Rossini:
Nata grazie alla riforma della RAI del 1975, dopo oltre un anno di sperimentazioni, Rai 3 iniziò le proprie trasmissioni regolari alle ore 18:30 del 15 dicembre 1979, mezz'ora prima dell'esordio del TG3 e la trasmissione di inaugurazione fu presentata dalla giovanissima Fabiana Udenio. All'inizio il servizio raggiungeva tutti i capoluoghi di regione[3] e il 45% della popolazione italiana. La programmazione si aggirava tra le cinque e le sei ore quotidiane, dedicate perlopiù a programmi a cura del Dipartimento Scuola Educazione (oggi Rai Educational). Direttore della rete era Giuseppe Rossini. Il TG3 aveva una sola edizione serale di 30 minuti. Direttore del TG3 (dal quale dipendevano le venti redazioni regionali, che tuttavia rimanevano terminali anche degli altri telegiornali e del giornale radio) era Biagio Agnes, condirettore Sandro Curzi, vicedirettori Alberto La Volpe e Orazio Guerra. Il telegiornale (TG3) aveva un'apertura a diffusione nazionale di dieci minuti per la informazione italiana ed estera curata da una redazione centrale romana. Seguivano venti minuti prodotti autonomamente dalle redazioni regionali e trasmessi sul solo territorio di competenza. La redazione romana aveva a disposizione ogni settimana due spazi di un'ora per l'approfondimento (responsabile Cesare Viazzi) e per lo sport (responsabile Aldo Biscardi); sempre Biscardi nel 1980 crea proprio sulla terza rete Il processo del lunedì il più longevo talk-show sportivo della televisione italiana andato in onda su Rai 3 fino al 1995. In questi ultimi anni la trasmissione ritorna, però per passare a RaiSport 1 dove va tuttora in onda anche se con una formula diversa. 
  • La riforma del 1987 e la direzione Guglielmi:
Nel 1987 fu attuata la riforma che equiparò la programmazione di Rai 3 a quelle delle altre due reti TV dividendo il TG3 in due distinte testate indipendenti: il TG3 (direttore Luca Di Schiena) si affiancò al TG1 e al TG2 mentre nacque la Testata per l'informazione regionale (TG3 Regione), che come primo direttore ebbe sempre Luca Di Schiena). Il TG3 Regione (l'attuale TGR) ebbe la gestione di tutte le redazioni giornalistiche regionali con i rispettivi telegiornali e giornali radio. Dal 1987, con l'affidamento ad Angelo Guglielmi della direzione di rete (suo vicedirettore era Stefano Balassone)  Sotto la direzione di Guglielmi, si scrollerà l'etichetta di "TV Cenerentola" del servizio pubblico) nonché la nascita di programmi che hanno segnato la storia della rete alcuni dei quali in onda ancora oggi nonché l'affermazione di nuovi personaggi: Telefono giallo, programma d'inchiesta sui maggiori fatti di cronaca irrisolti della storia italiana con Corrado Augias in onda dal 1987 al 1993; Chi l'ha visto?, trasmissione che riprende il format della rubrica Dove sei? del programma Portobello che si occupa della ricerca di persone scomparse in onda dal 1989 condotto nella prima edizione da Donatella Raffai e Paolo Guzzanti; Blob, innovativa trasmissione satirica composta da un accurato e caustico montaggio della giornata televisiva precedente usando il messo in onda di tutte le emittenti italiane ed anche straniere, andato in onda per la prima volta lunedì 17 aprile 1989 ed ideato dai critici cinematografici Enrico Ghezzi e Marco Giusti.
  • Adesso il futuro di Rai Tre Tgr, qual può essere:
Rai3 è una delle reti più importanti in Rai è delle sette tv Italiane (le tre della Rai, le tre di Mediset è La7), per il fatto che trasmette i Tgr regionali è rubriche settimanali che parlano della propria regionale. Questi spazio di informazione della Tgr devo aumentare per ogni Regione, e devono coprire e informare i cittadini di ogni provincia di quella Regione, aumentando le fasce orarie per arrivare a coprire tutte le province anche potenziando il segnale televisivo. Ogni provincia della regione deve avere un minutaggio è uguale a tutte le altre, informazioni strettamente legato alla provincia. Le sedi regionali Rai devo pensare di potere produrre in autonomia programmi di approfondimento di attualità e culturale, legati con li loro territorio di competenza pensata tutti giorni in alcune fasce orarie che devono essere devono autonomamente gestite sotto il contro direttore dei TGR (Morgante Vincenzo, 2015). Per Rai3 si deve pensare anche la possibilità organizzare un palinsesto ogni regione con programmi sullo sport, eventi spessore per la quella regione, un programmi che informi il cittadino tutta settimana sulle decisioni e sulle attività del consiglio regionale, che dia spazio uguale a tutti partiti quella regione è loro proposte. E po per ultimo la possibilità di raccogliere la pubblicità per ogni sede regonale, così, la possibilità di dare spazio anche alle piccole e medie imprese e artigiani del territorio di conoscere comprando piccoli spazi pubblicitari durante trasmissione del segnale a distribuzione locale.

Maurizio Murante (Democratico)
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Emittenza TV: "Non si libera la Rai dai partiti lasciando le nomine in mano Agcom"

Sentire Gasparri sostenere che "passare dal pluralismo del parlamento, al partito che attraverso il governo comanda e controlla la RAI" (senza dimissioni "Il doppio verro") non sta nè in cielo e nè in terra. Ma hanno solo scalzato gli altri e, una volta preso il controllo della Rai, non solo hanno fatto gli interessi del pregiudicato ma hanno gestito l'informazione del servizio pubblico nello stesso, se non peggio, identico modo dei predecessori. Gasparri ci dovrebbe spiegare perché quando era il pregiudicato a schiacciare il parlamento e a lottizzare la Rai a lui, questo modo di operare, andava bene. ("via dalla Rai Santoro, Biagi e Luttazzi") La proposta del M5S è quella di farlo nominare dal CdA a sua volta nominato "con sorteggio" dall'AGCOM troppo organismo politicizzato, (Fico è spassoso, non sa di cosa parla. I quattro commissari dell'Autorità sono eletti per metà dalla Camera dei deputati e per metà dal Senato della Repubblica mentre il presidente è proposto direttamente ministro dello Sviluppo Economico), sarebbe paradossale se proprio il movimento 5 sette volesse che decidere i nuovi amministratori del servizio pubblico fosse collegio di commissari dove spicca un ex dirigente di Publitalia ed ex onorevole di Forza Italia. Per comprendere vicende, a causa di quello che fu considerato un "pasticcio" (quella del maxi sconto sui canoni televisivi a Rai e Mediaset deciso a maggioranza dall'Agcom) bisognerebbe ricordare come andarono le cose quasi tre anni fa: presidente del consiglio appena insediato, Mario Monti, il decreto "Salva Italia dicembre 2011, dimezzano il numero dei commissari senza rivedere i meccanismi di nomina, regalò alla maggioranza di centrodestra del parlamento di allora la possibilità di nominare la maggioranza dei componenti Agcom a giugno 2012, il passaggio da 8 a 4 del numero dei commissari, 2 furono espressi dal Pdl e 1 dall' Udc "Terzo polo". I curricula degli attuali commissari sono pubblici, non è difficile ricostruire la loro storia, in certi casi (come Martusciello) di carattere aziendale e politico. Vado sul Programma 5 Stelle:( sistema operativo) nessuno di questi punti è presente. La democrazia diretta ancora una volta non è pervenuta. Che si può discutere in Parlamento, allora perché Fico non ha discusso questi punti con la base 5s? "Io preferisco che la nomina sia del governo e che i curricola siano resi pubblici. A quel punto la responsabilità della nomina sarebbe diretta ed evidente (niente scaricabarile) ed io, cittadino, potrei giudicare di conseguenza. Noi tutti siamo i padroni della Rai, ma paghiamo una tassa, invece di incassare un dividendo. Perciò alcuni di noi sono pò più soci degli altri perché ogni anno abbiamo versato una quota in più. Siamo nello stesso tempo soci di maggioranza e minoranza? Fino ad oggi non ho trovato nessuno che mi dica di essere soddisfatto di questa sua azienda e dei suoi amministratori. Noi ci lamentiamo dei politici che fanno i furbi. Ma cosa ne dite di chi mette un banner pubblicitario a fondo pagina, in modo che appena lo invadete accidentalmente scatta lo spot animato? Come vedete ognuno fa il furbo come più gli conviene".
Maurizio Murante (Democratico) 
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martedì 10 marzo 2015

'Indiàs Daughter' - Ndtv: Il divieto posto dal governo alla diffusione del documentario della BBC


La tv «all news» indiana Ndtv ha deciso di protestare ieri sera, sospendendo la programmazione per un'ora, in aperto dissenso con il divieto posto dal governo alla diffusione del documentario della BBC 'Indiàs Daughter', contenente una agghiacciante intervista ad uno degli stupratori di una studentessa a New Delhi nel dicembre 2012. Il filmato, di cui Ndtv aveva l'esclusiva per l'India, doveva essere trasmesso l'8 marzo, Giornata internazionale della Donna, fra le 20 e le 21. Di fronte al divieto governativo, tuttavia, l'emittente ha deciso di non mandare in onda alla stessa ora alcun programma sostitutivo. Per cui ha proposto ai telespettatori uno schermo nero, illuminato da una tenue fiammella, con la scritta 'Indiàs Daughter'. Sotto, un banner su cui scorrevano dichiarazioni a sostegno della libertà di espressione e della qualità del documentario. Da parte sua la BBC aveva deciso di anticipare la diffusione del filmato al 6 marzo, proponendolo in Gran Bretagna attraverso il suo 'Channel Four'

Così è svanita la leggenda dei ballottaggi. La maggioranza deve decidere se sulle riforme cerca il dialogo o lo scontro

Alla vigilia delle elezioni amministrative Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia hanno manifestato il progetto di semplificare le Ele...