domenica 29 gennaio 2017

l'Unità è nuovamente in crisi e rischia per l'ennesima volta chiusura

Caro Segretario Renzi

Una vicenda tormentata quella l'Unità, un progetto editoriale che stenta a trovare la sua identità: la redazione dell'Unità in sciopero per questo oggi non sarà in edicola. Lo ha annunciato il comitato di redazione della testata, in comunicato in cui denuncia "il clima avvelenato" creatosi con la società editrice "a pochi giorni dal 1 febbraio, quando l'assemblea dei soci dovrà decidere la ricapitalizzazione o la messa in liquidazione del giornale." Al giorno d'oggi resta unica strada per poter viva l'Unità. Trovare nuovi investitori e  terminare la pubblicazione cartacea del giornale mantenendo attivo il sito web. Il sito web de l'Unità deve continuare ad essere attivo, perché offre un ottimo servizio di informazione ai cittadini fruitori del web, offre lo spazio community aperto a chiunque voglia inviare un proprio articolo, ma anche perché offre una Web-TV che ci tiene sempre informativi durante i più importanti eventi del Partito Democratico.

Cogliamo l'occasione per ringraziare giornalisti del'Unità che sono stati sempre vicini al nostro territorio e ai lavoratori, raccontando la crisi. Il nostro pensiero ora va loro che attraversano un periodo difficile, caratterizzato dalla precarietà, dalle incertezze, e dall'annunciato licenziamento di chi lavora nello storico giornale, fondato da Antonio Gramsci nel 1924. Esprimiamo a tutti loro la nostra solidarietà e auspichiamo che ciò non avvenga, che ci sia ancora il modo ed il tempo per trovare una diversa soluzione.




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sabato 14 gennaio 2017

Abolizione del reato di immigrazione clandestina. Che fine ha fatto?


Perché non si parla più di modificare una legge che, fino a pochi mesi fa, era oggetto di critiche? Mentre la Corte Europea stabilisce che gli ingressi irregolari di migranti non posso essere sanzionati con il carcere. La norma, introdotta dalla legge 189/02, conosciuta come Bossi-Fini, doveva essere in realtà abolita dal Governo Renzi nell'ambito disegno di legge di depenalizzazione di diversi reati varano dal consiglio dei ministri nel gennaio 2015. Ma la misura è poi stata stralciata e dal consiglio dei ministri è uscito solo un ddl con altre depenalizzazioni ma non quella relativa all'articolo 10 bis della Bossi-Fini. Andrebbe riprese questo dibattito sulla Bossi-Fini, per una serie di motivi concreti. Il primo oggi i centri di accoglienza straordinaria, non distribuisce in maniera equa il flusso migratorio su tutto il territorio nazionale. Solo 2.600 comuni su 8mila accolgono i migrati. In tutte le regioni ci sono comuni che accolgono migliaia di migrati e altri che sono tirati fuori. Il secondo è che, il Governo Gentiloni metta in condizioni i Sindaci di obbligare a lavori utili le persone che arrivano nel nostro Paese, sia per ricambiare l'ospitalità che viene offerta loro, sia anche per favorire l'integrazione sociale con le comunità che li accolgono. Il terzo è che non possiamo accettare un livello così altro di lavoro nero di vero e proprio sfruttamento, alimentato dalla facile ricattabilità di chi un permesso di soggiorno non lo ha e che non ha al momento nessun altro strumento per regolarizzare la propria permanenza sul territorio. Chi dice che non possiamo accogliere i migrati economici perché non c'è lavoro, forse dimentica che il lavoro in molti settori c'è, ma si preferisce utilizzare mano d'opera a nero. 

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Così è svanita la leggenda dei ballottaggi. La maggioranza deve decidere se sulle riforme cerca il dialogo o lo scontro

Alla vigilia delle elezioni amministrative Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia hanno manifestato il progetto di semplificare le Ele...