mercoledì 30 novembre 2016

Ti spiego perché voto Sì

Per prima cosa ho ripreso in mano la Costituzione, poi ho confrontato le modificazioni proposte.
Mi sono documentato sul clima che l'aveva generata: la fine di una guerra, la resistenza, il panorama politico. Il Paese dilaniato: fra coloro che pur uniti dalla Resistenza erano divisi fra Cattolici e Comunisti atei. Una parte consistente di nostalgici del Fascismo e della Monarchia, contrapposti alla maggioranza Repubblicana. Tutti in condizioni economiche disastrose con una disoccupazione spaventosa, esclusa quella minoranza, occulta, che si era arricchita con la borsa nera ed altri mezzi illeciti.
Le comunicazioni erano lente e difficoltose ed una parte considerevole del Paese semi-analfabeta.
Nonostante queste profonde differenze sociali ed i molteplici orientamenti politici fu trovato un accordo, fra mille compromessi. E fu scritta una Costituzione, che fece testo in tutto il mondo.
Sulla prima parte vi fu un consenso generalizzato, mentre la seconda parte fu egualmente accettata, ma immediatamente e poi anche in seguito arrivarono i distinguo, da quegli stessi, per i molti aspetti che solo in piccola parte si cerca ora di modificare.
L'Italia si impegnò nella ricrescita sociale ed economica, fino al Boom degli anni '60.
In questi ultimi cinquanta anni il Paese si è fermato ed ora ha imboccato un declino inarrestabile.
Ora viviamo in un mondo globale con comunicazione in tempo reale e con una disoccupazione giovanile che non permette ad un trentenne, come me, di programmare il suo futuro e non riesco a non pensare, quale sarà quello delle nuove generazioni. Bisogna invertire questo trend e bisogna cambiare. Istituzioni ciascuna delle quali sappia esattamente in quali campi e con quali vincoli devono operare.
Ne ha assoluto bisogno e sono decenni che tutti promettono di farlo.
Mi fa specie che l'Italia sia divisa fra il SÌ ed il NO quando i sostenitori di quest'ultimo sono quelli che hanno Governato il Paese negli ultimi 60 anni e sono perciò i responsabili del nostro declino. Non riesco a capire i nuovi movimenti e partiti politici nati con la missione del cambiamento, che sono alleati nel NO con coloro che hanno retto le sorti politiche, fino a questo disastro economico e sociale.
Per questo io voterò senza remore SÌ a questo Referendum Costituzionale.
Se poi i risultati non saranno quelli che mi aspetto, userò tutti gli strumenti per cambiarla, ancora ed ancora e per cambiare le Leggi con il nuovo strumento del Referendum propositivo.
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martedì 22 novembre 2016

Rainews24 oggi è l’immagine della sconfitta della Rai e del Servizio Pubblico


Secondo me, Rainews24 oggi è l’immagine della sconfitta della Rai e del servizio pubblico che, pur avendo intuito, che un canale dedicato unicamente alle notizie avrebbe potuto svolgere una funzione fondamentale in materia di formazione e copertura e nell'ottica di un nuovo modo di fare servizio pubblico. Il cdr di RaiNews24 denuncia infatti da sempre l'assenza di un progetto chiaro sul ruolo del del canale e lamenta gli scarsi e inadeguati i mezzi messi a disposizione dalla Rai. In fatti come si concilia la quantità attuale delle edizioni dei diversi telegiornali con il fatto di avere in casa una rete all news? Il modello secondo il quale il TG1 deve avere 15 edizioni rischia progressivamente di entrare in conflitto con una Rainews24. Si può fare diversificando le missioni e rilanciando le identità dei TG, costruendo una Rai multi-piattaforma e cross mediale, rafforzando la presenza nei territori, in Italia e all'estero. Una strategia editoriale dovrebbe prevedere che le grandi reti Rai si concentrino fondamentalmente sulle edizioni principali del telegiornale, quelle per cui si può fare un grande lavoro giornalistico, e che la rete all-news, con un format da mandare in onda tutti i giorni in diverse fasce orarie. Questo dovrebbe essere il biglietto da visita della nostra informazione a livello nazionale è internazionale. In questa considerazione, credo e tengo all’idea che un canale come questo possa costituire un mezzo per permettere a molti giovani di accedere alla professione di giornalisti, per fare formazione e individuare nuovi talenti, il che ovviamente avviene anche a Sky Tg24. Vorrei però sottolineare che la differenza rimane per quando riguarda i mezzi, quando succede qualcosa incontrate delle difficoltà nell’ottenere subito dal territorio reportage e video. Sedi regionali Rai, perchè ma spesso non ne possiamo usufruire: la mattina, ad esempio nell’area del programma «Buongiorno Regione», avere i collegamenti dalle sedi regionali e` molto difficile, perché le nostre Regioni sono impegnate, come si, in un altro tipo di lavoro. Rainews24 è una redazione in sofferenza. Non ha alcune figure che in ogni all-news del mondo esistono.  E’ una sofferenza che esiste da tempo, nonostante il Cdr abbia sollecitato più volte l’intervento della dirigenza Rai per trovare soluzioni al problema. Soluzioni che tardivamente si stiano finalmente arrivando? E che davvero, se si debbano cercare responsabilità, quelle non possono essere certamente il numero di ascolti o le visite sul sito internet. La macchina del fango sulle redazioni Rai un gioco facile, demagogico e semplicistico.

Post scriptum: Tutti sempre pronti a criticare li servizio pubblico ma se l'unica troupe italiana a Mosul è di RaiNews non lo dice nessuno. Bravi @Luora e @AntiDiBella











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lunedì 21 novembre 2016

Sky ricorre al Tar per non pagare i canali Rai 

La parole "fine" sembra ormai giunta con l'ultima pronuncia di Agcom. Sky fa pagare i suoi canali un botto ma non vuole pagare gli altri. Chissà chi c'era al governo, che a imposto la decisione di trasmettere i canali Rai su Sky? Un danno economico non indifferente per la Rai stessa, per i cittadini che pagano il canone Rai in bolletta elettrica. Oltretutto non capisco perché lo Stato/TV Stato deve versare un assegno a Sky Italia (azienda privata), quando i canali Rai sono disponibili su tivùsat. Non capisco perché i cittadini italiani deve finanziera con le loro soldi una azienda privata come Sky Italia S.r.l . La Rai in quanto TV Pubblica e per cui si paga il canone, dovrebbe avere come obiettivo la massima diffusione tramite tivùsat quindi il servizio pubblico c'è, se poi Sky Italia S.r.l vuole lucrare su contenuti Rai aggiungendoli al proprio pacchetto, è opportuno che Sky e certo un Murdoch, paghi detti contenuti, come tutti i cittadini italiani che pagano le tasse nostro paese. Per consumatori sarebbe bene imporre a Sky Italia S.r.l di utilizzare un decoder compatibile con tivùsat, così i clienti Sky possono fruire servizi tivùsat, canali Rai con decoder Sky con aggiunta dello slot per la tessera tivùsat. Sarebbe simpatico se dopo il canone Rai in bolletta elettrica, arrivasse canone in fattura,  a Sky Italia S.r.l (4 milioni di abbonati) e Mediaset Premiun S.p.A far pagare il canone Rai. Perché, proprio come con la macchina, se l'hai e non la usi il bollo lo paghi solo perché hai, e la tassa la paghi solo perché un tuo ha un sintonizzatore. In effetti come registro Rai usa il catasto, presumenti che per ogni nucleo familiare ci sia un TV e a mio avviso sbaglia di poco. In qualsiasi Stato di diritto il canone lo paghi anche se non guardi i canali del servizio pubblico, ed è decisamente più il canone RSI 400 chf/anno. Allo stato attuale il canone Rai è una tassa basata sull'autodenuncia, ovvero sulla volontà di pagare un servizio, a prescindere dal fatto che se ne usufruisca o meno.    

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