La scelta di “De Menech” fare responsabilmente un passo in dietro, dovrebbe servire da monito a tutti i segretari provinciali, ricordando che mettere in discussione il proprio operato non è un disvalore, ma è anzi il segno di una maturità politica che non sempre è presente nel nostro partito, è si azzero tutto o si respingono le dimissioni del segretario regionale; non pagare le colpe di mille altri. La sconfitta pesa su tutti, per il pessimo risultato delle regionali, ma deve essere da linfa per combattere più di prima senza regolamenti di conti chi pensa ai regolamenti di sicuro non pensa alla gente comune ma ai suoi interessi.
sabato 27 giugno 2015
venerdì 12 giugno 2015
Scusate ma dopo queste elezioni in veneto non si e dimesso nessun
Scusate, ma dopo queste elezioni, in Veneto, non si è dimesso nessun dirigente del partito democratico? Nessuno che abbia detto: è colpa mia, faccio un passo indietro? Nessuno che torni a fare il proprio mestiere? I vecchi se ne stiano a cassa? Anche qui da noi abbiamo schierato in campagna elettorale ben due Pd, un a favore di Renzi e altro contro Matteo. Centrodestra ha vinto facendo politica-grezza ma efficace, riuscendo ad incantare con rivendicazioni che sono illusionismo. Sono anche convinto che questa sconfitta è figli gestione, provinciale del Pd “inadeguata”. In un partito: tanto più con responsabilità di governo, e ci si sente appartenenti ad un causa comune deve essere accettata la regola: “le decisioni assunte a maggioranza impegnato tutto il partito”. Dobbiamo costruire un progetto per il Veneto alternativo culturalmente a quello “Zaia-lega” senza tentazione di parlare alla pancia dei veneti, un nuovo-comune visione culturale-politica e programmatica, occorre fare piazza pulita e poi iniziare (sperando) lavoro uniti per fa ripartire il centro sinistra. Primo passo la convocazione di un congresso riformativo*: ma davvero; che chiunque ha ricoperto ruoli nel partito o non hanno raccolto i consensi che avrebbero dovuto non dovrebbe ricandidarsi per dare così la possibilità a nuove energie di liberarsi e per fare in mondo di spazzare via questi gruppi ed interessi una volta per tutte. Bisognava cambiare, rinnovare e mettere in campo forze giovani, “bisogna ripartire con gente nuova fuori quadro.” Infine il partito deve avere la forza e il coraggio di dire veramente quello che pensa per delineare un Veneto diverso da quello in cui viviamo.
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