La rivolta di oggi è contro il fatto di non vedere più protetti da coloro che erano i proprietari, ovvero quegli stessi partiti. Giornalisti e sindacati della Rai imperare dalla primavere arabe: denunciare prima loro stessi dirigenti, che non hanno riformato la Rai hanno impoverito l'azienda e rafforzato il proprio potere alla ricerca di un compromesso col potere. Non c'è tuttora nessuno sanzione del confitto d'interessi (cioè del vero male che roso Rai dall'interno) manca una legge che, tuteli il servizio pubblico dall'invadenza dei partiti, hanno mai voluto saperne di una seria riforme, che indicasse cosa e come debba un'azienda pubblica nel campo strategico della cultura. Hanno gioco facile i benzinai e grillino prendersela con privilegi? Di conduttori, techini e impiegati o redazioni? Per quando riguardo Raiway si parla della cessione solo di quota di minoranza. E infine bisogna superare la legge Gasparri e fare subito una riforma di sistema che riguardi anche la governasse dell'azienda. La proprietà delle torri rimane saldamente nella mani pubbliche. Ritengo che alcune sedi regionali siano ridondanti rispetto alle esigenze attuali. Pero garantendo un flessibilità all'azienda sull'organizzazione in ogni regione. Se qualche commissario vuole, e possa chiedere una audizione dei rappresenti di Rainews, per capire come funziona o come organizzato il lavoro in redazione. Se questo penalizza i giornalisti Rai confronto altre canali all-news italiani. Insomma il temi sollevati da Matteo e dal Dl Irper possono diventare l'occasione per il rinnovamento e il rilancio che la Rai attende da anni.
Maurizio Murante (Democratico)
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